
Il lavoro dei Pixar Animation Studios è ormai simbolo di alta eccellenza nel mondo dell’animazione (digitale e non) e rappresenta una realtà felicissima dei nostri tempi: va però aggiunto che, come sempre accade con i prodotti “da Studio”, il marchio rischia di sopravanzare ingiustamente il nome dei singoli registi che dirigono ogni film e questo è ancora più grave se l’uomo in questione è Brad Bird, talento nato all’esterno dello Studio e che con pochi lungometraggi è seriamente candidato a diventare uno dei veri Maestri dell’animazione contemporanea. Con Gli incredibili, ad esempio, Bird è riuscito a unire la classica tradizione Pixar (erede di quella della grande Disney) con alcune ossessioni molto personali: l’idea di base, infatti, come già nei precedenti lavori dello Studio, prende in analisi una tipologia di personaggi inseriti in una categoria ben definita, i Supereroi, che si aggiungono quindi ai giocattoli di Toy Story, agli insetti di A Bug’s Life, ai mostri di Monsters & Co e ai pesci di Alla ricerca di Nemo; Questo schema omogeneo non impedisce però all’autore americano di compiere una ricerca sul tema dei ruoli e dell’identità all’interno della società, già centrale nel suo precedente Il gigante di ferro e che troverà spazio anche nel successivo Ratatouille.
Quello che abbiamo di fronte è infatti un dramma esistenziale condito con le armi dell’ironia, dove l’odissea umana dell’eroe frustrato diventa anche una sottile satira della società che promulga un conformismo oppressivo, rinunciando alle sue eccellenze in nome di una uguaglianza formale, dove peraltro sono poi i più perfidi individui a dettare le regole (si veda l’odioso personaggio del capufficio).
Il lavoro di Bird però trova particolare merito soprattutto se consideriamo quanto il messaggio sia veicolato meravigliosamente attraverso la forma con cui è raccontata la storia e, soprattutto, attraverso il rapporto consapevole con la tradizione del fumetto (e del cartoon) americano di supereroi: inevitabilmente torna alla mente l’epocale graphic novel di Alan Moore e Dave Gibbons, Watchmen, che per prima ha decostruito negli anni Ottanta il mito dell’eroe mascherato evidenziandone le frustrazioni esistenziali; il tutto portando alle estreme conseguenze la formula del “supereroe con superproblemi” già cara alla Marvel Comics e agli autori come Stan Lee (il riferimento ideale sono ovviamente I Fantastici 4): Gli incredibili è figlio di tutte queste realtà, ma allo stesso tempo aggiunge del suo, ricontestualizzando la figura del supereroe problematico e frustrato, nella forma (e nella sostanza) narrativa tipica della “situation comedy” televisiva, dalla quale sono ripresi tempi e moduli espressivi. Possiamo quindi affermare che Gli incredibili rappresenta una felice sintesi fra Watchmen e I Simpson per la capacità con cui riesce a elevare il tema dei supereroi a metafora della vita familiare.

La dicotomia fra i due estremi (la normalità e il supereroismo) si ritrova poi nella contrapposizione fra il grigiore della città e l’estetica pop che il film cavalca passando in rassegna generi tipici della serialità anni Sessanta: in particolare le sagome stilizzate tipiche dei cartoon di Fritz Freleng o dei titoli di Saul Bass, ovviamente l’estetica iper colorata del fumetto, e la figura del Supercattivo sull’isola che riecheggia i criminali di James Bond. Ecco dunque che in questo modo la ricerca dell’identità dei suoi protagonisti, cara a Bird, diventa anche un viaggio verso un Eden perduto ma ancora vitale, nei cui meandri si nasconde il più trascinante emblema dell’avventura. Quella che domina massicciamente nello scoppiettante finale e che contribuisce a rendere Gli incredibili un film completo e appassionante, meritatamente premiato con l’Oscar 2005.
Per concludere, una preghiera: che Brad Bird e la Pixar ci regalino al più presto un sequel, magari utilizzando proprio quel nuovo nemico che fa capolino nel finale, il Minatore!
(The Incredibles)
Regia e sceneggiatura: Brad Bird
Origine: Usa, 2004
Durata: 115’
1 commento:
Non sono proprio un'appassionata di film d'animazione, ma questo devo ammettere che mi ha divertita parecchio.
Posta un commento