"C'è chi crede in dio o nel denaro. Io credo nel cinema, nel suo potere. L'ho scoperto da ragazzino, mi ha aiutato a fuggire da una realtà in cui ero infelice. È una delle forme d'arte più alte che l'uomo ha concepito. Credo nel suo futuro."
(John Carpenter)

lunedì 24 settembre 2012

Prometheus

Prometheus

Una squadra di ricercatori, guidata dagli archeologi Elizabeth Shaw e Charlie Holloway, percorre lo spazio a bordo dell'astronave Prometheus. La spedizione, finanziata dalla Compagnia di Peter Weyland, deve raggiungere il lontano pianeta LV-223, dove vive una razza aliena che avrebbe generato la vita sulla Terra. Esplorando quel mondo lontano, il gruppo trova una piramide piena di cadaveri alieni: è come se l'esperimento cui stavano lavorando fosse andato storto, innescando una serie di drammatici eventi. Mentre Elizabeth e Charlie svolgono le loro ricerche, l'androide David (che risponde direttamente a Weyland) compie ulteriori esperimenti, infetta l'organismo di Charlie con il DNA sintetizzato dagli alieni e indaga sulle finalità di quel luogo. La verità che ben presto si palesa è sconcertante: l'esperimento fallito era solo il primo atto di una autentica invasione della Terra che gli alieni avevano programmato. E uno di loro è ancora vivo e può portare a compimento la missione...


Ridley Scott torna alle origini. La frase può essere interpretata in molti modi: produttivamente, questo suo Prometheus rappresenta infatti un ritorno alla saga di Alien, da lui stesso creata esattamente 33 anni prima. Sebbene la storia lasci vuoto ancora qualche tassello per un collegamento perfetto al film del 1979, è alquanto chiaro come si tenti qui di fornire nuovi elementi alla mitologia e, in particolare, ai creatori stessi del micidiale Xenomorfo. Il ritorno, peraltro, è più concettuale che narrativo, poiché Prometheus si presenta con ambizioni diverse dal meccanismo horror alla Dieci piccoli indiani del prototipo. Il che naturalmente ci conduce alla seconda interpretazione, quella più “filosofica”: il ritorno che il film chiama in causa è anche quello alle origini della creazione, sia essa la mitologia di una serie, sia addirittura la genesi della vita stessa, con tutte le domande “ingombranti” che un simile argomento pone in essere.

Da questo punto di vista, il film descrive una circolarità che rinnova l'affinità ideale con Alien, poiché rovescia la creazione in uno strumento di distruzione: così come il “parto” del chestburster si risolveva in una dolorosa lacerazione del corpo e nella nascita dello xenomorfo distruttore, così la ricerca delle origini della vita trova la sua (non) risposta in un esperimento fallito che prelude alla distruzione del nostro mondo e nell'apertura a nuove domande (le cui risposte saranno forse demandate al probabile sequel). Tutto il film è attraversato da un nichilismo che rovescia ogni possibile palingenesi in un atto che genera distruzione: la sequenza-cardine in questo senso è quella in cui Elizabeth si strappa letteralmente il feto alieno dal ventre attraverso un'incredibile auto-operazione chirurgica. Si tratta di uno di quei momenti che chiedono allo spettatore un grosso credito di fiducia, parimenti alla “resurrezione” di Mary Elizabeth Mastrantonio in The Abyss e che servono all'autore di turno per radicalizzare il discorso e rimarcare con forza la serietà della posta in gioco. Attorno al fulcro di questo incredibile momento, quindi, si articola ogni altra possibilità vitalistica, che la storia deprime con incredibile precisione. L'amore fra i due protagonisti naufraga, il sacrificio rituale con cui l'alieno “regala” vita alla Terra si rovescia in una missione distruttiva, la ricerca genera mostruosità, il parto è annullato in un aborto violento, il sogno di immortalità di Weyland si infrange contro la spietatezza della razza madre. L'unico possibile elemento propositivo è costretto nell'ambigua fissità del corpo sintetico dell'androide David, che si pone a metà strada fra il “cattivo” Ash di Alien e il “buono” Bishop dell'Aliens di James Cameron.

L'ultimo ritorno è, naturalmente, quello che muove nel segno della tradizione: Prometheus, infatti, recupera da Alien la filiazione da un modello narrativo tipico della vecchia Sci-Fi. L'opera del 1979, al netto delle eccellenti elaborazioni visive fornite dall'estro di Scott e di H. R. Giger, rappresentava sostanzialmente una evoluzione dei concept de Il mostro dell'astronave e Terrore nello spazio, fatto che all'epoca dell'uscita in sala portò anche alcune importanti firme della critica nostrana a sottovalutarla e a trattarla come un tardo cascame di una tradizione preesistente. Allo stesso modo, Prometheus recupera dal passato segni e moduli espressivi fieramente desueti, per il modo con cui coniuga l'essenzialità asettica del 2001 kubrickiano con i temi dell'avventura, della scoperta e del rapporto con l'ignoto (in una dialettica fra spazio personale e verità universali) tipici di opere come Il pianeta proibito. La presenza, in fase di scrittura, di un esperto di script “enigmistici” come Damon Lindelof (attivo nella saga di Lost) non inficia, infatti, un valore eminentemente visivo, che riverbera un forte sense of wonder e lascia stazionare il racconto fra una pressante fisicità (il sangue con cui si sporca Elizabeth) e un senso di impalpabilità e trasparenza delle figure. Complice anche l'eccellente uso del 3D, Prometheus si offre quindi come il perfetto speculare di Avatar, quasi una sua versione virata al nero. La dialettica, pertanto, è la stessa che opponeva la cupezza di Alien alla solarità di Guerre stellari alla fine degli anni Settanta: e sul legame di discendenza che sussiste fra lo stesso Avatar e Star Wars ho già scritto, quindi il cerchio si chiude, completando il complesso sistema di riferimenti messo in piedi da Ridley Scott.


Prometheus
(id.)
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: Jon Spaihts, Damon Lindelof
Origine: Usa/Uk, 2012
Durata: 124'

9 commenti:

Alessandra ha detto...

Finalmente è arrivata anche la tua! E ovviamente sono d'accordo, soprattutto con quando dici alla fine.

Ale55andra

fabio ha detto...

LA recensione è ottima, per quel che mi riguarda è sempre un piacere leggere le rece del nostro davide, ma aihmè questa volta non riesco a concordare in quanto sono rimasto PROFONDAMENTE DELUSO da questo Prometheus.
A seguire ci sarà qualache SPOILER quindi non legga chi non ha visto il film.
Ok ammetto che da fan sfegatato della saga e dello Xenomorpho non presi bene l'idea di Scott di estromettere proprio il bellissimo e mostruoso protagonista, ma tant'è mi misi l'anima in pace e decisi di andare a vedere il film come un film di sci/fi a se stante e purtroppo, almeno x me il film fallisce anche su quel fronte. Quello che mi sono trovato davanti è una pellicola pasticciata e molto mal scritta, sti due sceneggiatori han fatto un disastro; il film non approda a nulla, la carne al fuoco è tanta, ma poi alla fin fine il film lascia veramente poco, i personaggi non hanno un minimo di carisma (tolto David interpretato dal sempre più immenso Fassbender), tutta l'idea che sta alla base del film l'ho trovata troppo pretenziosa, ma il punto più basso lo si tocca con le creature, già perche sia gli ingegneri body builder che le seppie giganti sono IMHO imbarazzanti e mentre li guardavo agire sullo schermo non potevo far a meno di pensare alla mitica creatura di Giger e provare un senso di vuoto e tristezza, questo fino alla fine, quando Scott per dare il contentino ai fan ci butta dentro la nascita di quello che dovrebbe essere il primo Xenomorpho e anche qui si toppa, il mostriciattolo più simile ad un tacchino che ad un Alien fa quasi tenerezza tanto è mal realizzato.
A mio avviso questo è non solo il peggior episodio della saga anche se con essa ha ben poco da spartire, ma anche il peggior film di Scott (di quelli che ho visto, non ho vistto TUTTA la sua filmografia) ma non concordo con chi sostiene che questo è il miglior Scott degli ultimi anni, per me pellicole come Il genio della truffa o American Gangester sono ottime.
So che in molti mi odieranno per questa rece XD, tengo a precisare che si tratta di un parere personale ovviamente :-)

Davide Di Giorgio ha detto...

No, non c'è niente da odiare, anzi per certi versi me lo aspettavo visto che conosco i tuoi gusti :-)

Comunque un parere così ben argomentato merita sempre rispetto (a margine: non ho visto i due film di Scott che citi, rimedierò ;)

fabio ha detto...

Azz, davvero non hai visto il genio della truffa???? Recuperalo davide, recuperalo assolutamente è una delle commedie agrodolci più belle degli ultimi anni e il mitico Nic Cage è da oscar nel ruolo del nevrotico e buffo protagonista XD.
Tornando a Prometheus però, non è sembrato anche a te che ci fosse davvero troppa carne al fuoco??? Che il film volesse dire davvero troppe cose e alla fine non è riuscito a dirle tutte e bene??? Io ritengo, visto che cmq Scott è un bravissimo regista, che la colpa principale sia degli sceneggiatori, a mio avviso, non all'altezza per prendere in mano un franchise importante come questo.
Certo (modalità fan boy on) se invece delle seppie e dei bodu builder mi ci mettevano gli Xenomorphi ero più contento XDXDXD

Alessandra ha detto...

Fabio, sono d'accordo sul fatto che Il genio della truffa e ancor più American gangster siano dei buoni film. Ma Robin Hood per esempio? Davvero ritieni Prometheus inferiore a Robin Hood. Si può concordare sui buchi di sceneggiatura, sui personaggi e via dicendo, però la maestosità visiva di questo film?

Ale55andra

Davide Di Giorgio ha detto...

Fabio, c'è molto, non so se ci sia troppo, ma comunque il film non mi affascina perché "deve dire tutto", quindi alle pecche della sceneggiatura che tanti tirano in ballo non ho fatto caso viste le emozioni che il film mi ha fatto provare :)

Su Robin Hood ho da tempo un mezzo progetto di fare un percorso sulle varie trasposizioni, anche se per il momento è accantonato in favore dell'Ozploitation. Si vedrà.

fabio ha detto...

@ Alessandra
Robin hood in effetti è carino e nulla più, ma è cmq quel tipo di film dal quale non ti aspetti chissà cosa e ad ogni modo ho apprezzato l'idea di far vedere la nascita della leggenda e non la classica storia di Robin Hood, per quello c'è l'ottimo film con Costner.
Su Prometheus, si è ovvio che tecnicamente è ben fatto, Scott non è certo un novellino, ma il problema è che dal prequel di Alien mi aspettavo molto di più, lo script, a mio avviso, molto debole non è l'unico problema, per esempio anche i personaggi non mi son piaciuti, tolto David, la Theron che adoro qui è sprecatissima, tutti parlavano di lei come uno dei villain della storia, invece è solo una un po stronza, che in piena emergenza si concede carnalmente al personaggio (insopportabile) di Idris Elba.
La Rapace non si sfanga, il suo personaggio l'ho trovato noioso e mal delineato.
E per ultimo, so in questo caso di parlare troppo da fan boy, ma estromettere gli alien per metterci al loro posto quelle seppie e gli ingegneri dopati proprio mi ha fatto cascare le braccia, per giunta il film, a mio avviso, non riesce nemmeno minimamente a trasmettere quel senso di paura e angoscia del primo film e del terzo di Fincher il quale resta secondo me un capolavoro terribilmente sottovalutato e nemmeno quel divertimento (nelle scene action) che trasmettevano i sequel, quelli più movimentati diciamo.

@ davide
Guarda sono d'accordo che il film non deve dire tutto, anche perchè se non erro è in cantiere un sequel giusto? però se gli sceneggiatori voglion mettere così tanta carne al fuoco devono saper gestire meglio il tutto.
RIpeto secondo me l'errore di Scott è stato di affidarsi a quei due, sono dell'idea che se si fosse affidato a sceneggiatori migliori e più esperti il film sarebbe stato ben diverso.

Ad ogni modo si tratta sempre di gusti personali, son contento per voi che il film vi sia piaciuto :-) io, per quello che riguarda il ritorno di icone e saghe horror mi concentrerò sul nuovo Leahterface e sul nuovo Chucky ;-)

Davide Di Giorgio ha detto...

>se invece delle seppie e dei bodu builder mi ci mettevano gli Xenomorphi ero più contento

Pensa che invece in quel caso io non sarei andato a vederlo, ne ho fin sopra i capelli di riproposizioni del già fatto :-)

fabio ha detto...

guarda, magari potevano anche non mettere gli alien, ma almeno se metti mostri nuovi falli per bene, quelle seppe e i dopati nun se potevano vedè XDXDXD

Cmq visto il finale, se dovessero fare un sequel, in teoria, dovrebbero esserci gli aliens, anche se quello finale, come ho detto, sembrava più un tacchino, la versione spastica di alien, ma almeno vagamente lo ricordava.
In teoria Prometheus 2 dovrebbe, come linea temporale, avvicinarsi ancora di più agli eventi narrati nel primo Alien giusto???