"C'è chi crede in dio o nel denaro. Io credo nel cinema, nel suo potere. L'ho scoperto da ragazzino, mi ha aiutato a fuggire da una realtà in cui ero infelice. È una delle forme d'arte più alte che l'uomo ha concepito. Credo nel suo futuro."
(John Carpenter)

lunedì 16 gennaio 2012

Batman Begins

Batman Begins

Bruce Wayne torna a Gotham City dopo averla abbandonata in seguito all'assassino dei genitori. Nei sette anni trascorsi all'estero ha imparato i costumi della criminalità e i metodi con cui combatterla. La sua ultima meta è stata il maniero di Ra's al Ghul, che lo aveva iniziato alle tecniche dei ninja per fare di lui il distruttore di Gotham. Bruce però non vuole vendetta, ma giustizia e per questo ora può diventare un eroe la cui maschera ricorderà a tutti quell'animale che fin dall'infanzia lo aveva terrorizzato: un pipistrello. Le vie di Gotham diventano così il teatro delle gesta di Batman, che però si troverà ben presto di fronte a una grande impresa. Il folle dottor Jonathan Crane intende infatti diffondere il panico con una tossina di sua invenzione, preparando in questo modo l'avvento del suo padrone. Ben presto Bruce dovrà concludere una partita lasciata da molto tempo in sospeso.


Ora che il sequel lo ha un po' messo in ombra e che l'attenzione di tutti si concentra sull'imminente terzo capitolo, conviene riscoprire un film come Batman Begins, all'epoca accolto da un favore non privo di una certa circospezione. Colpa forse della percezione spesso distorta che accompagna i cinefumetti, degli ingombranti precedenti di Tim Burton, ma anche della classica struttura da racconto delle origini, che per certi versi costringe la storia in una direzione obbligata. Certo, si apprezzava allora la capacità di far evolvere un concept che si era finalmente lasciato alle spalle tanto le derive camp degli anni Sessanta quanto gli sterili tentativi di revival delle stesse portati avanti da Joel Schumacher. Ma, al netto di tutto ciò, Batman Begins resta qualcosa in più di una buona trasposizione: è la visione di un autore capace di mantenere vivo il legame con la fonte andando però anche oltre, cercandosi gli spazi d'azione necessari a dare vita a un film capace di parlare una lingua propria.

Ciò che infatti colpisce oggi è la capacità di tenere insieme i riferimenti più disparati all'interno di una struttura capace di essere porosa quel tanto che basta da creare risonanza con elementi di un immaginario più grande, esattamente come sarebbe avvenuto anni dopo con il celebrato Inception. Ogni figura è infatti utilizzata in funzione non solo del ruolo che ricopre, ma anche delle possibilità che la sua profondità mitica mette in scena. Così il mentore interpretato da Liam Neeson rimanda al Qui Gon Jinn di Star Wars Episodio I rovesciato di segno, mentre le visioni evocate dai fumi di Cillian Murphy fanno tornare alla mente i contaminati di 28 giorni dopo, film che non casualmente lo aveva rivelato al grande pubblico.

Siamo dunque già oltre il personalismo burtoniano che aveva fatto completamente sua l'icona, di fatto annettendola all'immaginario dark dell'autore. Nolan al contrario opera all'interno di un recinto ben delimitato e frutto di immagini sedimentate nell'inconscio collettivo, ma in tutto questo riesce ancora a trovare degli spazi tutti suoi, in cui spiazza tutti, giocando con alcune delle iconografie. I veterani come Rutger Hauer, Michael Caine e Morgan Freeman restano dunque sullo sfondo, confinati in ruoli di contorno – seppur molto significativi – mentre la ribalta è concessa a giovani promesse come Katie Holmes, completamente reinventata rispetto alla ragazzina di Dawson's Creek o Schegge di April. Tutti segnali di una materia che è capace di risultare estremamente dinamica, pur nella definizione specifica delle sue parti.

Non bisogna comunque stupirsi di questo, perché il concept stesso del giustiziere mascherato ammanta l'intera storia di una doppiezza che rende ogni identità mutevole e cangiante. Non a caso il training di Bruce Wayne affonda nella mitologia dei ninja, perché si tratta di dare vita a un processo di metamorfosi che porterà il personaggio a scindere la sua apparenza dalla sostanza, creando peraltro sia la sua mitologia che il suo dramma umano di uomo costretto a recitare di giorno la parte del buffone e di notte quella dell'eroe, pure inviso alle forze dell'ordine che lo ritengono un vigilante senza legittimazione.

I piani narrativi dunque si confondono, e la struttura si dimostra a cerchi concentrici, che convergono tutti verso un unico centro, fino a chiudere la partita del protagonista, saldando il finale al lungo prologo: qui il lavoro più interessante diventa anche quello compiuto nei confronti dello spazio, che è poi l'altro elemento (insieme alla maschera) che ribadisce la natura proteiforme di Batman. Ecco dunque il trionfo di passaggi segreti, caverne nascoste, pozzi in cui si cade, ma soprattutto una città che è un incredibile agglomerato urbano che unisce i vasti spazi di una New York alle architetture ammassate e i vicoli stretti della vecchia Shanghai. E poi una struttura a scatole cinesi, con l'isola nel cuore della metropoli che diventa teatro di una storia a sé, un preludio a ciò che solo in seconda battuta coinvolgerà il fuori.

Nolan comprende perfettamente il rapporto fra eroi mascherati e architetture cittadine, ma non lo rende pedissequo: per questo la sua Gotham è uno spazio concreto ma cangiante, la cui solidità è garantita da una incredibile e certosina ricostruzione in studio, ma che non riflette nessuna città reale, quanto un ideale set da ricombinare sfruttando esterni di Chicago e dell'Inghilterra. D'altronde anche il lavoro di casting va in questo senso: nessuno ha notato che l'americano Bruce Wayne, il suo mentore asiatico Ra's Al Ghul e il pure americano commissario Gordon sono interpretati tutti da attori britannici? Un altro motivo di merito per un'operazione intelligente che merita di essere riconsiderata appieno e possiede una sua specificità anche rispetto al bellissimo sequel.


Batman Begins
(id.)
Regia: Christopher Nolan
Sceneggiatura: David S. Goyer e Christopher Nolan (personaggio creato da Bob Kane)
Origine: Usa, 2005
Durata: 134'


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6 commenti:

araknex ha detto...

una riscoperta assolutamente doverosa :) un saluto anche da qui, Chiara :)

A(lien)ngel ha detto...

io adoro Christopher Nolan.è un mago delle alterazioni della realtà,basti guardare "the prestige"o "inception".capitp su questo post,proprio oggi avevo voglia di rivederlo.Il personaggio piu sofisticato è Crane.Il tuo blog è assolutamente bellissimo

Davide Di Giorgio ha detto...

Grazie ragazze, tanti cari saluti e benvenute a bordo :)

Anonimo ha detto...

bella recensione, molto ispirata e costruttiva, bravo rod.
Sono un fan sfegatato del Crociato di Gotham e di Nolan, l'accoppiata non poteva che essere vincente -anche se all'epoca veniva da Insomnia, che mi lasciò cosi e cosi-
Film enorme, importante e imprescindibile, da riscoprire per forza se si vuole discutere di mitologia, cinema e fumetti.
Rivisto ultimamente, ha guadagnato una stella in piu, epico e sopratutto non secondo al mitico sequel, ideale preludio alla guerra per l'anima di Gotham, Nolan ha fatto ciò che nessuno aveva mai osato prima, condensare 70 anni di mitologia, in una visione d'autore seria, passionale, fedele e costruttiva, qualcuno ha scritto "il miglior Batman a memoria di cinefilo", condivido questa definizione, con buona pace di tutti gli altri.
JOE80

Davide Di Giorgio ha detto...

Sì, concordo, a una seconda visione lo si apprezza molto di più: aggiungo una nota di merito anche agli extra dell'edizione 2 DVD che illustrano bene l'approccio di Nolan alla materia.

"Insomnia", pensa un po', è l'unico film di Nolan che ancora non ho visto (però ho visto l'originale norvegese che non mi ha convinto particolarmente).

Stefano ha detto...

Personalmente ho sempre considerato il BEGINS una spanna sopra il suo idilliaco sequel. Vuoi perché più che celebrazione dell'uomo pipistrello, è finito per diventare un (doveroso e meritato) "Joker: The Movie", mettendo in totale ombra l'eroe di Gotham. Questo invece trasuda della perizia e dell'eredità noir di Bolan, che si domostra uno dei migliori cineasti attualmente operanti. E' stato un azzardo... ed è riuscito. Come nessuno pensava, o sperava. Come nessuno credeva fosse possibile visto l'eredita timburtiana, del tutto inadatta al personaggio fumettistico, ma ormai icona nella mente del pubblico. BATMAN BEGINS riesce davvero in tutto.