"C'è chi crede in dio o nel denaro. Io credo nel cinema, nel suo potere. L'ho scoperto da ragazzino, mi ha aiutato a fuggire da una realtà in cui ero infelice. È una delle forme d'arte più alte che l'uomo ha concepito. Credo nel suo futuro."
(John Carpenter)

venerdì 27 febbraio 2009

Fan-film: la magnifica ossessione

Fan-film: la magnifica ossessione

Il fenomeno dei fan-film, ovvero i lavori realizzati da appassionati per una distribuzione interna al circuito dei cultori (ma non solo), è uno dei più interessanti del moderno panorama indipendente: nasce come un gioco e a volte diventa terreno di coltura per possibili talenti, permette interessanti intrecci tematici con il cinema mainstream, e fornisce un interessante pretesto per riflettere su quanto ha fatto e continua a fare immaginario. A tale scopo il Nido inaugura una nuova etichetta dove, senza fissa periodicità, compariranno articoli riguardanti i lavori più interessanti del filone. Un doveroso prolungamento dell’analisi del fenomeno da me iniziata nel 2007 con l’apposito programma “Fandoom Generation” curato per la terza edizione del Taranto Film Festival (su alcuni dei film programmati in quell’occasione si tornerà peraltro in questa sede). A tale scopo riporto l’introduzione sul tema scritta per il catalogo generale.


A Roberto Del Giudice, Lupin III per sempre

Come un bubbone in attesa di esplodere, di trovare la forza di organizzarsi e manifestarsi al mondo: così potremmo descrivere l’esercito dei fans che da un trentennio a questa parte vivono le loro passioni con un’intensità tale da farci pensare che tutto sia stato finalizzato soltanto a questo momento, alla rivendicazione di un esserci, qui, nel nostro mondo sonnolento, per sfoggiare e diventare parte dei miti da così tanto tempo inseguiti. D’altronde l’origine di tutto è lì, in quel periodo temporale che fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta vede tanto il cinema quanto la televisione subire un radicale rivoluzionamento: sono gli anni di Star Wars nelle sale e di Goldrake in tv, gli anni in cui la televisione privata immette nelle case degli italiani i nuovi eroi dell’animazione giapponese e in poco tempo la comparsa dei videoregistratori rende la fruizione di film, cartoons e telefilm come un momento rituale, da rivedere, studiare, sezionare e ricreare insieme.

Il fenomeno dei fan-film nasce da lì, trova in Internet e nelle convention specializzate il suo terreno di coltura e diventa riflesso e conseguenza della passione per un qualcosa largamente condiviso: un gruppo di fan si riunisce e mette a frutto quanto ha amato e studiato, nel tentativo di ricrearlo attraverso delle opere che siano la conseguenza del culto, ma ne divengano una componente essa stessa, e in questo modo nascono nuovi sguardi, nuove tendenze che si allineano a formare un percorso, cui oggi rendiamo (seppur solo in parte) testimonianza.

Accade dunque che in Liguria un giovane appassionato delle Guerre Stellari lucasiane coinvolga amici e conoscenti nella realizzazione di un film che ricrei le atmosfere delle battaglie fra cavalieri Jedi. Il risultato è Dark Resurrection, un lavoro che a dispetto dell’origine amatoriale sfoggia un impatto visivo e una professionalità nella messinscena che riscuote persino il consenso e la sorpresa della Lucasfilm! E che dire di Zabaiot? Un’idea nata da un gruppo di ragazzi toscani, che si inventano letteralmente una parodia dei telefilm giapponesi basati su supereroi dagli incredibili costumi e dai nemici ancor più improbabili e la innesta su un contesto totalmente italiano, a metà strada fra la sperimentazione e la parodia, dando vita a un divertente e bizzarro genere, lo “spaghetti robot”. I culti germogliano, cambiano pelle e diventano autosufficienti rispetto al modello, danno vita a volte a opere di sintesi, che riuniscono in sé le caratteristiche di più personaggi, come accade con Grottango, videosigla di un finto cartoon ispirato ai vari Mazinga e Getter Robot, nato come un gioco tra appassionati, ma a sua volta fonte di culto nella Rete. Per concludere con l’ambizioso progetto del fan-film The Ufo, dedicato a Goldrake (ancora incompleto e che si presenta al pubblico al momento nella sola forma del making of) e la divertita parodia argentina di Otakus, che si diverte a omaggiare e nel contempo a sbeffeggiare il fenomeno degli appassionati oltranzisti: un’opera che travalica i confini italiani, per rendere testimonianza di quanto largamente diffuso sia il culto per questi eroi, che diventano il collante per una serie di gesti e situazioni ormai assurti a rilevanza universale.

La passione diviene perciò un tutt’uno con l’ossessione e il divertimento fra amici assurge a cifra stilistica per dare vita a nuovi filoni cari al pubblico: d’altronde non sono questi gli anni che vedono in sala trionfare le trasposizioni cinematografiche del Signore degli Anelli, di Spiderman e Transformers? Non siamo forse oggi raggiunti da nuove versioni e prolungamenti delle saghe di Star Wars e Indiana Jones? Il fan-film diventa quindi anche una radiografia di un momento storico orientato a portare su schermo, a rendere reali, le fantasie di un’epoca passata e per questo forse, tra i fans di oggi e tra i loro lavori, si nascondono i nomi del cinema di domani. Vale la pena prestar loro attenzione.

Fanfilms.net: database dei fan-film (in inglese)
Fan Films Foundation (in italiano)
La voce “Fan Film” su Wikipedia inglese

4 commenti:

Sciamano ha detto...

Devo dire che il cinema indie italiano sembra ultimamente vivo(grazie anche a youtube) più che altro su questo versante, é un pò una sorpresa. E' una cosa bella ma anche un pò inutile se é vero che sono tutti lavori senza fine di lucro. "Dark resurrection" é molto bello e curato, ma si può dire bene anche per il resto...il mini-film su "Berserek", mi ha colpito anche il trailer sul film dedicato a "Metal gear solid", tutta roba italiana. Seguirò i tuoi aggiornamenti.

Fr@ ha detto...

Io c'ero al Taranto Film Festival e ne vidi di cose belle!!
Vai Rodan!! Continua così!! ^_^
Fr@ncesco

Tamcra ha detto...

Ma è vero che Dark Resurrection ha avuto dei guai giudiziari per una supposta "mancanza di rispetto" dei diritti sul marchio Star Wars?

Davide Di Giorgio ha detto...

Non mi risulta, anche perché il lavoro è stato visionato preventivamente dalla Lucasfilm che ha dato il suo avallo alla diffusione purché restasse in un ambito gratuito e si è espressa con parole lusinghiere sul risultato: non so se poi ci siano stati aggiornamenti nel senso che scrivi, da una veloce ricerca in rete non ho trovato riscontri: terrò comunque gli occhi aperti. Attualmente la troupe è al lavoro sulla seconda parte.