"C'è chi crede in dio o nel denaro. Io credo nel cinema, nel suo potere. L'ho scoperto da ragazzino, mi ha aiutato a fuggire da una realtà in cui ero infelice. È una delle forme d'arte più alte che l'uomo ha concepito. Credo nel suo futuro."
(John Carpenter)

venerdì 15 gennaio 2016

Vorrei cantare insieme a voi... la storia dietro il video!

Vorrei cantare insieme a voi... la storia dietro il video!

Buon Anno a tutti, per iniziare. Siamo a metà Gennaio, e il lungo periodo delle Feste natalizie, ormai archiviato, è stato celebrato qui sul Nido, come da prassi, “appendendo” nello spazio delle Visioni dalla Rete lo spot anni Ottanta della Coca-Cola, con il celeberrimo brano Vorrei cantare insieme a voi... in magica armonia...



E' un rito che ripeto praticamente ogni anno, fin dal 2009 (praticamente da quando esiste Visioni dalla Rete) e al quale avevo già dedicato uno scritto: nella circostanza, anzi, mi interrogavo sull'origine dello spot... che dopo le opportune ricerche ha finalmente una storia che merita di essere raccontata.

Intanto iniziamo con un po' di date: lo spot sembra essere andato in onda in Italia ogni anno a partire dal 1983, fino al 1991 (stando a Tecatà e alle note alle versioni caricate su Dailymotion), con una parziale riproposizione nel 2011 in una campagna commemorativa realizzata per i 125 anni del marchio Coca-Cola (qui la fonte è Wikipedia). La lunghezza dell'arco temporale che copre praticamente tutto il decennio degli Ottanta, giustifica naturalmente la natura “cult” dello spot che è diventato un po' il simbolo dell'arrivo delle Feste (praticamente come fare l'albero o il presepe) e che rinsalda la tradizione “natalizia” della bevanda americana – scrivevo l'altra volta che il marchio è stato fondamentale anche per fissare in maniera definitiva nell'immaginario globale l'iconografia del Babbo Natale vestito di rosso e bianco.

L'origine di tutto va rintracciata nel 1971, il 18 Gennaio per l'esattezza, quando Bill Backer, creativo della Coca-Cola per conto dell'agenzia McCannErickson, era in viaggio per Londra, per creare un brano da usare in due nuovi spot della bevanda, che sarebbero stati cantati dal popolare (per l'epoca in particolare) gruppo dei New Seekers. Durante un atterraggio in Irlanda, per la nebbia, Backer notò un gruppo di persone chiacchierare divertite bevendo Coca-Cola, un'immagine decisamente in contrasto con il nervosismo che serpeggiava fra i passeggeri molto seccati dalla sosta inattesa. La bevanda, insomma, sembrava evocare quasi un potere “pacificatore” e “socializzante”, e questo offrì a Backer lo spunto per quello che sarebbe diventato il brano I'd Like to Buy the World a Coke. L'idea, in fondo, era molto semplice: se la Cola ha una simile capacità di spingere la gente all'allegria e alla socializzazione, vorrei comprare una bottiglia per tutti gli abitanti  del mondo, in modo che siano felici. Il brano, sviluppato con i compositori Roger Cook e Roger Greenaway, venne inciso come previsto da New Seekers e usato nello spot oggi noto come “Hilltop” perché ambientato su una collina, dove ragazzi di varia etnia cantano uniti nell'ideale condivisione di una positività senza confini. La forza della Cola, dopotutto, poggia anche su una capacità di ragionare in senso mitico, proponendosi come baluardo dell'americanità, intesa come la tendenza degli States – soprattutto nel periodo della Guerra Fredda – a ergersi quale nazione buona e sempre pronta a inneggiare alla pace.



L'atmosfera del video risente chiaramente delle influenze hippy dell'epoca, nella sua unione di un'estetica che predica un ideale ritorno alla natura, unita a un furbo messaggio commerciale (curiosità: il video è stato girato in Italia, nel Lazio per la precisione, da Roberto Malenotti dopo che l'Irlanda si era rivelata impraticabile per il maltempo - la fonte è Coloribus. Alla fine il budget si rivelò altissimo, circa 250.000 dollari. La diffusione in America iniziò nel Luglio 1971).

Il brano, amato subito dal pubblico, ha poi avuto anche una sua vita autonoma, con il titolo cambiato in I'd Like To Teach the World to Sing (In Perfect Harmony). Essendo i New Seekers impegnati, la prima incisione fu degli Hillside Singers (i cantanti della collina, per creare l'ovvio riferimento allo spot). La versione dei Seekers arrivò poco dopo, ecco la cover del 45 giri:


La versione natalizia che conosciamo è da considerarsi una variazione sul tema, pensata appositamente per le Feste e, stando alle fonti circolanti in rete, diffusa a partire dal 1978.



Nei cinque anni che la separano dalla versione italiana però... qualcosa si perde: il messaggio pacificatore dei due spot originali si manifesta infatti attraverso una scelta di cast multietnica, che inneggia dunque all'abbattimento delle barriere. C'è l'insieme delle persone che, riunite, cantano (“insieme a voi...”) e la regia apre su una serie di primi piani, scelti fra i presenti. Nella versione americana del Christmas Hilltop (così è chiamato lo spot natalizio) si parte con una ragazza di chiara etnia caucasica e, attraverso alcune dissolvenze incrociate, si passa prima a una ragazza orientale e poi a un ragazzo nero. Nell'edizione italiana questi ultimi due volti sono tagliati.


In parte il taglio è giustificato dalla minore durata del filmato, che “accorcia” tutte le inquadrature (e persino la musica, che parte direttamente dal cantato senza l'incipit sonoro): lo spot americano dura infatti 50 secondi, contro i 30 della versione italiana. Però è difficile togliersi dalla testa che la scelta di eliminare i due volti sia dovuta a qualcosa in più. E' infatti possibile che chi ha curato l'edizione italiana abbia ritenuto troppo “estreme” per il pacato pubblico nostrano le fattezze non caucasiche degli ultimi due giovani – un chiaro sintomo di quanto il multiculturalismo nel nostro paese sia un valore poco radicato e sempre guardato con sospetto, se non addirittura con timore.

Una nota stonata che finisce per ridimensionare il messaggio di fratellanza universale veicolato nello spot fin dalla sua creazione. Resta il piacere nostalgico del filmato, la sua capacità di evocare l'aria di Natale, complice la prolungata esposizione sui nostri teleschermi e la forza trascinante di un brano che, anche nella nostra lingua, è davvero difficile non accompagnare con il canto appena iniziano a risuonare le prime note.

La storia, comunque, non è finita: lo spot ottiene, come sappiamo, un grande successo in Italia, al punto che, nel 1986, viene prodotto il disco. Per l'occasione il testo viene modificato rispetto a quello sentito in televisione, perdendo i riferimenti alla bevanda, esattamente come era avvenuto con la versione discografica americana. Nasce così Come vorrei un mondo che cantasse insieme a me. Il gruppo cantante è accreditato come Coro Coro, mentre il nuovo arrangiamento, la produzione e la realizzazione sono di Oscar Prudente. Il brano esce sia su 33 giri, nell'antologia E le stelle stanno a cantare, che su 45 giri, entrambi distribuiti dalla CGD Messaggerie Musicali Spa. Quella riportata qui sotto è proprio la cover del 45 giri che, sul retro, riporta in piccolo e fra parentesi anche il titolo originale I'd Like to Teach the World to Sing.


Il nuovo testo italiano è di Cristiano Minellono. Da notare che sul forum di Zap Zap TV, dell'associazione culturale TV-Pedia, il testo della versione televisiva “natalizia” è attribuito invece a Gerry Scotti.

Il viaggio si conclude, ancora una volta, in America: lo spot originale è infatti considerato un classico dei commercial statunitensi e così, nel 1990, la Coca-Cola lo ha celebrato con un vero e proprio seguito, intitolato Reunion, dove il cast originale torna a cantare il brano insieme ai figli (viene intonata anche la nuova canzone Can't Beat the Real Thing, usata nello stesso anno nelle campagne principali):


(Un ringraziamento particolare va a Alessandro Montosi per le informazioni fornite).



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