"C'è chi crede in dio o nel denaro. Io credo nel cinema, nel suo potere. L'ho scoperto da ragazzino, mi ha aiutato a fuggire da una realtà in cui ero infelice. È una delle forme d'arte più alte che l'uomo ha concepito. Credo nel suo futuro."
(John Carpenter)

mercoledì 18 novembre 2015

Star Wars: la trilogia di Thrawn

Star Wars: la trilogia di Thrawn



L'arrivo del settimo Episodio di Star Wars nelle sale cinematografiche è previsto fra un mesetto e, per ingannare l'attesa, riscopriamo quello che, fino a pochi anni fa era considerato il seguito ufficiale delle avventure di Luke Skywalker e soci: la trilogia di romanzi scritta da Timothy Zahn nei primissimi anni Novanta, e composta da L'erede dell'Impero (1991), Sfida alla Nuova Repubblica (1992) e L'ultima missione (1994). Pubblicati quando la saga cinematografica attraversava un periodo di appannamento – i prequel non erano ancora nell'aria e l'onda lunga del successo ottenuto dalla Trilogia Classica era ormai esaurita – i romanzi fornirono all'epoca un rinnovato slancio all'avventura lucasiana, piazzandosi in testa alla classifica dei best-seller e permettendo l'autentico fiorire di quello che con il tempo sarebbe stato conosciuto come l'Universo Espanso di Star Wars: un ricchissimo corpus di storie che, tra romanzi, fumetti, videogame e tanto altro, ampliavano la storyline della galassia lontana lontana, pur non essendo create o supervisionate direttamente da George Lucas (con il recente passaggio alla Disney, queste storie sono state collocate al di fuori della continuity ufficiale, azzerata per ripartire dai soli film e dalla serie animata Star Wars: The Clone Wars). Il successo dell'Universo Espanso fu comunque tale che alcune sue trovate furono effettivamente “canonizzate” all'interno dei prequel e della già citata serie di Clone Wars.

La storia si ambienta cinque anni dopo Il ritorno dello Jedi e vede la Nuova Repubblica messa in piedi dagli ex ribelli Leia Organa, Han Solo e Luke Skywalker alle prese con la difficile ricostruzione della galassia. Dai territori più remoti però, un nuovo nemico sta raccogliendo attorno a sé i resti del defunto Impero Galattico. È il Grand'Ammiraglio Thrawn, finissimo stratega, forte di alcuni importanti assi nella manica: in primis gli ysalamiri, animali in grado di inibire l'uso della Forza; poi Joruus C'Baoth, un Jedi Oscuro già asservito all'Imperatore; e infine una tecnologia che, fra apparati di clonazione ritrovati fra i cimeli dell'Imperatore e le navi della grandiosa flotta Katana (recuperate dopo essere state considerate disperse), rischiano di scatenare una nuova Guerra dei Cloni. Nella vicenda intervengono molti altri personaggi, fra i quali vale la pena segnalare quantomeno Mara Jade, ex braccio destro del defunto Imperatore, ora riciclatasi come contrabbandiere, il cui scopo è eliminare Luke Skywalker.

Appena quarantenne all'epoca del primo romanzo, Timothy Zahn aveva alle spalle già un premio Hugo e una certa nomea nell'ambito della fantascienza letteraria: il suo stile si dimostra immediatamente lineare e versatile quel tanto che basta da ricreare molto bene le interazioni fra i personaggi già noti al pubblico dei tre film sino a quel momento prodotti (Guerre stellari, L'impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi). Han Solo, Luke Skywalker, i droidi C3-PO e R2-D2, Lando Calrissian e i vari personaggi già visti sul grande schermo rivivono fra le pagine dei tre romanzi con incredibile naturalezza e ognuno agisce in modo significativo per la progressione del racconto, senza limitarsi al ruolo di semplice comparsa, dando un'idea di grande compattezza al tutto: il solo personaggio di Leia Organa è caricato di un'inedita qualità ansiogena e malinconica, motivata dalla dolce attesa di due gemelli e dal rapporto per lei nuovo con la Forza (conseguente la sua scoperta, nel Ritorno dello Jedi, di essere la sorella di Luke Skywalker).

Più della familiarità del noto, però, il lavoro di Zahn colpisce per le molti innovazioni apportate al canone: totalmente privo di evidenti timori reverenziali verso la materia, l'autore americano schiva perfettamente la trappola della nostalgia spicciola e l'effetto fan-fiction, evitando di rimestare nel già fatto per aggiungere invece elementi nuovi. La prospettiva è razionalista, l'inibizione della Forza permette infatti allo scrittore di sfumare la componente più mistica per concentrarsi su un gioco di strategie che ha nell'infallibile intuito di Thrawn uno dei suoi elementi più affascinanti – il rapporto fra il Grand'Ammiraglio e il suo secondo, il Capitano Pellaeon, ricorda molto quello fra Sherlock Holmes e il dottor Watson.

La triangolazione fra la familiarità garantita dai “vecchi” personaggi e le novità apportate dai nuovi arrivati è tenuta insieme da un'attenta conoscenza degli elementi sino a quel momento noti nella mitologia di Star Wars: l'autore azzarda spunti interessanti partendo da particolari secondari delle pellicole cinematografiche per creare un affresco particolarmente avvincente. Dove inoltre Zahn si dimostra eccellente profeta è nella descrizione delle dinamiche politiche interne alla Nuova Repubblica, con i giochi di potere e le varie difficoltà nel tenere insieme i pezzi del nuovo ordine, che anticipano quanto lo stesso Lucas mostrerà nei tre prequel prodotti a cavallo del nuovo secolo (Episodio I: La minaccia fantasma, Episodio II: L'attacco dei cloni e Episodio III: La vendetta dei Sith). Zahn, insomma, dimostra davvero di aver compreso a fondo le potenzialità insite in un universo che può modularsi contemporaneamente attraverso la fantascienza, l'avventura di ribaldi contrabbandieri, il mistery, il fantasy con poteri fuori dalla sfera dell'ordinario e il thriller politico, rinnovando la sua forza di grande contenitore di storie.

La trilogia è ancora oggi molto amata dagli appassionati, che non a caso hanno per anni invocato una trasposizione cinematografica. L'ottimo lavoro di Zahn, però, funziona bene sulla carta, ma pensato in una prospettiva cinematografica denota alcuni limiti: molto dialogato e cerebrale nella guerra di logoramento fra Repubblica e Impero, il plot non indugia in molte scene spettacolari, indispensabili in un'eventuale controparte filmica. Si tratta, insomma, di un lavoro in tutto e per tutto letterario, che sfrutta appieno le potenzialità del mezzo, ma che difficilmente riuscirebbe a “uscire” dalla pagina scritta. Di certo, la prospettiva di vedere eventualmente sullo schermo un personaggio straordinario come il Grand'Ammiraglio Thrawn è di quelle che generano un comprensibile entusiasmo ed è un vero peccato che Disney non abbia preso in considerazione l'idea di recuperarlo in qualche modo nel nuovo canone.

Pubblicati in Italia da Sperling & Kupfer a poca distanza dall'uscita americana, i tre romanzi sono stati più di recente riproposti (con una nuova traduzione) da Multiplayer.it, con una veste grafica che rinuncia alle suggestive cover vintage di Tom Jung, ma propone L'erede dell'Impero in un'ottima edizione commemorativa, con tanto di note dello stesso Zahn. L'autore spiega così le scelte fatte e contestualizza i vari passaggi anche alla luce dei successivi sviluppi della saga cinematografica. Che la si consideri o meno in continuity, è una lettura che i fan della saga stellare non dovrebbero mancare.


3 commenti:

Massy ha detto...

ero venuto (dopo tanta assenza ) a leggere la tua recensione su Episodio VII di Star Wars
Mi accontento di questo post molto interessante, per me che con il nuovo film, m'è presa la malattia e la curiosità per l'universo espanso.
Saluti Massy (Nex)

Davide Di Giorgio ha detto...

Grazie Massy, saluti e buon anno a te, non ci saranno recensioni del Risveglio della Forza. A presto :)

Dario De Natale ha detto...

Recensione di "Il Risveglio Della Forza": dopo aver visto il VII film, non trovando più i miei vecchi libri di Timothy Zahn, li ho ricomprati.