"C'è chi crede in dio o nel denaro. Io credo nel cinema, nel suo potere. L'ho scoperto da ragazzino, mi ha aiutato a fuggire da una realtà in cui ero infelice. È una delle forme d'arte più alte che l'uomo ha concepito. Credo nel suo futuro."
(John Carpenter)

mercoledì 7 aprile 2010

Gurren Lagann

Gurren Lagann
  
In un mondo futuro, l’umanità vive nascosta nei villaggi sotterranei, ma due ragazzi, Simon e Kamina, riescono a fuggire e, insieme all’amica Yoko e a nuovi compagni, formano la Brigata Gurren. Dopo essersi impadroniti di due robot, i nostri eroi intraprendono quindi una lotta con gli Uomini Bestia che dominano la superficie. E’ l’inizio di una grande avventura che porterà l’umanità a riscattarsi contro i nemici che la opprimono.


Nell’arco delle 27 puntate che la compongono, una serie anime capolavoro come Sfondamento dei cieli Gurren Lagann ridefinisce i codici del cartoon robotico grazie a un attento lavoro sugli stereotipi che hanno fatto grande il genere, ricollocati in un’ottica postmoderna. La serie pesca a piene mani dal passato, servendosi del citazionismo come mappa su cui fissare una serie di punti, per poi investire direttamente concetti che si richiamano alla fisica quantistica, in modo da superare ogni limite e dare forma a una narrazione che trova la sua liberazione nell’eccesso più puro: robot sempre più potenti si fronteggiano in battaglie che superano lo spazio tempo, in un tripudio di esplosioni e energia lasciata libera di scorrere sullo schermo, mantenendo così lo spettatore in uno stato di perenne euforia.

Nonostante l’attenzione a un racconto sempre sovraeccitato e portato al massimo dei giri, Gurren Lagann è dunque terreno di ricognizione del già fatto e di sperimentazione di nuove soluzioni: che nella tradizione dello Studio Gainax sono visive, attraverso la giustapposizione di stili differenti, che spesso lasciano spazio alla creatività dei singoli disegnatori, ma sono anche narrative, capaci di interrompere la linearità del racconto per improvvise digressioni che magari aprono squarci in generi altri: la parentesi con Yoko maestra, ad esempio, rimanda più a generi cari alla Nippon Animation che a quel Ken Ishikawa chiamato in causa come nume tutelare grazie ai precisi riferimenti alla Getter Saga.

D’altronde l’intero concept della serie è articolato attraverso il ciclico ritorno su situazioni che permettano di stabilire due opposti, la conservazione e l’evoluzione. Nell’arco della loro avventura, infatti, i membri della Brigata Gurren dovranno più volte combattere una lotta di liberazione che sia soprattutto rivolta a esaltare il completamento di un sé in perenne divenire. Contro di loro, invece, si staglierà chi, in nome di una volontà difensiva dell’equilibrio, ha costretto (o intende farlo) l’umanità nel baratro della disperazione e della stasi perenne. Il tema della spirale, evocato dalle trivelle del super robot Gurren Lagann, dal movimento delle galassie e dalla struttura del DNA rimanda infatti a un’idea di tutto coerente laddove è lasciato libero di esprimersi nella perenne evoluzione, contraddetta dai paladini di uno status quo visto irrimediabilmente come depressione dell’istinto.

Il che naturalmente conduce a due derive fondamentali: la prima è quella di una critica sistematica ai pilastri codificati del reale e alle figure dell’autorità, siano esse la politica, la religione e tutto ciò che intende imbrigliare l’istinto in strutture organizzate e oppressive. Alla ragione si preferisce un ideale utopistico nella ricerca di un fine sempre spostato in avanti, oltre le soglie dell’impossibile, che però non diventa tanto spregio della tradizione quanto volontà di superare la stessa. Perché, e qui la sceneggiatura di Kazuki Nakashima dimostra tutta la sua intelligenza, il punto non è creare una frattura tra il passato (immobile) e il presente (dinamico), ma invece sfruttare il primo come base d’appoggio, come terreno di coltura in cui far germogliare quegli elementi che possano definire la via da percorrere. Il che naturalmente ci riporta al citazionismo citato all’inizio: Gurren Lagann è consapevole di poter innovare il genere robotico solo laddove ne conosce (e ne ossequia) a perfezione i codici e i limiti. Di qui scaturisce naturalmente la centralità di un personaggio come Kamina, che pure è fattivamente poco presente nel corso della storia, al contrario del reale protagonista Simon. Kamina infatti rappresenta esattamente l’incarnazione di una tradizione che vuole rimettersi in gioco (non a caso il motore che lo spinge all’azione è un ricordo del padre), che il racconto intende omaggiare ma al contempo superare. E’ lui, dunque, a codificare tutta una serie di elementi iconici del racconto - entrando così in risonanza con la conoscenza degli stilemi radicati nella memoria storica del suo pubblico - e a determinare le varie svolte della storia: è lui a dare il nome ai robot e alla Brigata Gurren, è ancora lui a suggerire l’idea dell’agganciamento che forma il Gurren Lagann, e, non ultimo, è lui a designare letteralmente Simon come autentico eroe e protagonista della storia. A dispetto del suo apparente agire sconsiderato, Kamina non sbaglia mai alcuna mossa, la sua avventatezza è sintomo di un coraggio radicato nell’indole guerriera del Giappone e permette ai personaggi di liberare il proprio potenziale nascosto. 

Qui si instaura dunque la seconda deriva del racconto. Quella, cioè, che chiama in causa lo stesso pubblico degli appassionati, costretti a rispecchiarsi nel proprio ruolo di difensori di una memoria storica che non deve mai diventare museificazione del passato e glorificazione asfittica in nome della nostalgia, a detrimento al presente. Al contrario, il regista Hiroyuki Imaishi ci ricorda che se abbiamo amato il passato per la vitalità che era stato capace di esprimere, non possiamo che sognare di rendere altrettanto vivo il presente attraverso la sua continua evoluzione, lungo quel percorso che da Tetsujin 28 e Mazinga Z (capostipiti del genere) ha portato a Gurren Lagann.


Sfondamento dei cieli - Gurren Lagann
(Tengen Toppa - Gurren Lagann)
Regia generale: Hiroyuki Imaishi
Progetto generale: Kazuki Nakashima
Origine: Giappone, 2006
27 episodi

4 commenti:

zio Gil ha detto...

Gurren Lagann è un capolavoro. Dopo averlo visto tutto fino alla fine ci si rende conto di quanto questa serie sia un proiettile che va dritto sparato al bersaglio, e che bersaglio.
Volontà e vita, amicizia e amore. Con chi credete di avere a che fareeee :-D

nightwing ha detto...

Ottima recensione Dave.
Seguii questa serie agli esordi italiani ben prima delle versioni ufficiali tramite i fansub (a onor del vero devo ancora "ascoltarla" in italiano) e me ne sono inamorato da quasi subito.
Il bello di questa serie a mio modesto parere è il sincretismo tra vecchio e nuovo che traggono da entrambi gli aspetti gli spunti per sostenersi e spiegare la vicenda facendo venir fuori tutti i personaggi alla stessa maniera.
Chi ama i vecchi robottoni è accontentato così chi amo il "cervello" dietro gli effetti speciali e i robot pittoreschi e multicolori.

Davide Di Giorgio ha detto...

Ciao Nightwing, sono perfettamente d'accordo con quanto scrivi, il mix di "vecchio e nuovo" è perfetto!

Grazie per il commento!

Anonimo ha detto...

Gurren Lagann non è un anime...è L'ANIME!!!

Hei hei hei!!! CON CHI CREDETE DI AVERE A CHE FARE?!? :D

Sono daccordo con tutto quello che avete detto raga :D